Dallo scorso anno, Apple ha deciso di togliere dal commercio gli iPhone da 32 GB e proporre, affiancati, un modello da 16 e uno da 64, con 100 euro di differenza tra essi. Il responso del mercato è che il modello da 64 GB ha più successo del fratello più piccolo, nonostante la spesa non proprio irrisoria.

Ma come mai gli utenti preferiscono spendere qualcosa in più per un iPhone da 64 GB invece di comprare un dispositivo da 16 o 32 GB? Sarà per colpa del peso delle applicazioni e file multimediali?

Si, è proprio questa la risposta esatta.

Infatti, secondo una analisi svolta dalla ricerca di RCB Capital Markets, la rimozione dal listino delle versioni da 32 premia ricavi e profitti per la casa statunitense soprattutto a causa dello spazio che, altrimenti, mancherebbe costantemente.

Questo risultato non è solamente un’ ipotesi, ma sono stati rilevati dati su un campione di 6400 persone che affermano che la Apple ha fatto una buona scelta a non rinunciare alla versione da 16 GB e a non mettere la possibilità di inserire la memoria espandibile agli Iphone 6S e iPhone 6S Plus.

Dai risultati del sondaggio, il 51% (in passato era del 48%) ha deciso di acquistare il modello da 64 GB, mentre il 16% (in passato si aggirava intorno al 12%) ha deciso di acquistare la versione più alta, il modello più costoso, quello da 128 GB.

La versione base da 16 GB è stata acquistata soltanto da un piccolo 33% (negli anni passati era del 40%) degli intervistati. Il modello più piccolo, quindi, sta perdendo percentuale rispetto agli anni precedenti. Chissà se la Apple, in futuro deciderà di non produrre più i melafonini da 16 GB, come ha fatto in passato con la versione da 8 GB: se avesse inserito una memoria da 32 GB nel modello entry-level, sicuramente avrebbe fatto un favore agli utenti ma in questo modo li spinge a spendere di più. E la strategia sembra aver dato i suoi frutti.