La musica ha sempre avuto strumenti ed effetti sonori a disposizione per le composizioni(vi consigliamo di dare un’occhiata a questo sito in merito https://www.singularsound.com/), l’elettronica è subentrata dalla fine degli anni ’70 ma già quando gli strumenti musicali si sono evoluti dalla posizione dell’orchestra a quella del duo, trio, quartetto jazz o della blues band, si è avuta la prima rivoluzione “tecnologica”. Negli anni sessanta i distorsori per chitarre hanno aperto il mondo del rock sulla base del blues, negli anni ’80 gli strumenti sono diventati elettronici e si sono fusi con il computer.
Grammofono, vinile, cd e mp3
Massimo Troisi sosteneva ironicamente in uno dei suoi film che la rivoluzione giovanile era partita dal grammofono: non c’è nulla di più vero. Il grammofono è stato il fucile che ha sparato nell’aria la musica per la prima volta, consentendo di arrivare ai supporti materiali e immateriali.
Tutto ciò ha inciso in maniera determinante sul modo di comporre, inevitabilmente, l’evoluzione tecnologica ha seguito di pari passo quella della strumentazione musicale, nei primi anni del XX secolo, il grammofono apriva le porte al vinile come primi supporti per l’ascolto domestico. Siamo davanti alla materialità che la musica assume attraverso il supporto, che negli anni ’80 diventa più piccolo e compatto con il CD: Compact Disc.
L’inizio del terzo millennio segna la fine della “musica toccabile” e il digitale, supportato dalla nascita ed evoluzione di internet, prende pieno possesso del mercato musicale: l’mp3 diventa un supporto invisibile e la musica diventa patrimonio di tutti. La fruizione della musica per i consumatori cambia per sempre e sparisce nella maggior parte dei casi il supporto materiale.
Metodi di composizione, dalla band al singolo musicista
Se il 1900 è caratterizzato dalle band in qualsiasi genere musicale, dal jazz al blues, dal rock and roll anni ’50 al rock degli anni ’60 e ’70, è perché Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd, Led Zeppelin e cosi via hanno lavorato in sinergia e creato la Rock Band, la Pop Band, musica a largo consumo e concerti dove i musicisti si esibivano.
Gli anni ’80 hanno segnato il passaggio dall’analogico al digitale, confermatosi all’inizio degli anni 2000. Attualmente, i metodi di composizione non prevedono suonare diversi strumenti in gruppo, ma creare suoni attraverso i sistemi di ultima generazione, questo avviene per qualsiasi genere, anche se esistono cantautori, pop star e band legati ai vecchi metodi di composizione, i nuovi generi musicali vengono creati in solitudine, soltanto in compagnia di un computer, sintetizzatori, campionatori ed effettistica varia.
Il futuro della musica
Un altro fattore da considerare per quanto riguarda lo spazio creativo è la costante rivalutazione di canzoni e generi del passato, su queste premesse è possibile che tra 10 o 20 anni si ritorni a comporre musica insieme, utilizzando i supporti tecnologici soltanto in fase di registrazione e post produzione.
Difficile da prevedere quello che accadrà, di sicuro i metodi di composizione continueranno a cambiare, evolversi o involversi nel processo creativo musicale, che rimane pur sempre misterioso e mai scontato, neanche del tutto schiavo della tecnologia in continua evoluzione.




