Quanti di noi giocano con lo smartphone? Una volta erano “Snake” e “Tetris” i titoli che andavano per la maggiore, incorporati di default nei telefonini più vecchi che consentivano solo in maniera limitata (e comunque molto costosa) di ampliare la propria disponibilità videoludica. E pensare che non sono passati nemmeno così tanti anni da quei giochini virtuali che hanno scritto la storia alle app moderne, che popolano senza soluzione di continuità gli store digitali, destinati a rinnovarsi periodicamente. Il settore del gaming deve molto ai dispositivi Android e iOS. Gli smartphone sostituiscono in molti casi le console anche perché i giochi mobile si rivelano maggiormente accessibili. Anche chi non era solito distrarsi con i videogiochi ha iniziato volentieri a testarli. A livello globale, il gaming mobile rappresenta il 52% del mercato dei videogiochi, con un fatturato che da 90 miliardi di dollari all’anno.
I cellulari hanno cambiato anche il modo di intendere il videogame. Il mercato delle app è sempre in crescita, ha superato in breve tempo quello specializzato su console e pc da gaming e abbraccia molteplici attrazioni dedicate all’intrattenimento. Anche le varie categorie del casinò online rientrano nell’offerta contenutistica di smartphone e tablet: si tratta in questo caso di giochi di carte e roulette, che difficilmente trovano spazio tra i titoli per console. In generale, molti giochi che prima venivano svolti solo dal vivo adesso sono stati digitalizzati. Di conseguenza la concorrenza tra le software house è stata portata all’estremo. Anche se qualche sistema casalingo non riscuote il successo sperato, il settore dei videogame non si ferma e seguita a vivere di luce propria.
Entrando nello specifico del gioco mobile, possiamo notare come Android abbia il vantaggio di sviluppare più rapidamente molteplici titoli per i più svariati modelli di smartphone. iOS, invece, presenta qualche restrizione in più sotto questo punto di vista. Stiamo parlando comunque dei principali colossi dell’intrattenimento virtuale. Se c’è un Paese che può considerarsi pioniere del movimento, quello è la Cina, che da sola genera introiti sui videogiochi per l’equivalente di 30 miliardi di dollari. Per intenderci, in America si fattura meno della metà nello stesso settore.
Nello specifico, le società Mihoyo e Tencent producono ricavi da una ventina di miliardi di dollari dall’estero. Africa, America Latina e Medio Oriente faticano palesemente a tenere il passo. Ad oggi si contano più di 6 miliardi di dispositivi cellulari in tutto il globo e nel giro di un paio di anni è possibile che si arrivi finanche a 7 miliardi. Di conseguenza, anche i Paesi che finora non sono riusciti a sviluppare più di tanto l’intrattenimento digitale saranno automaticamente favoriti dalla diffusione degli smartphone in tutto il mondo. Nel frattempo, i titoli videoludici più famosi continuano a racimolare appassionati: già nel 2019 “Candy Crush” e “Clash of Clans” erano tra le app più scaricate e redditizie e ancora oggi sono ben note all’utenza. Ulteriore indizio di un settore in perenne crescita.
Nonostante i numeri siano già piuttosto elevati, le aspettative per il futuro sono entusiastiche: basti pensare al 5G e alla realtà virtuale, che promettono sin d’ora esperienze di gioco ancora più ricche ed immersive. Insomma, sembra quasi che chi vuole approfittare al massimo di videogame e giochi virtuali farebbe prima a dotarsi di uno smartphone dalle specifiche tecniche medio-alte piuttosto che ad andare a caccia della console all’ultimo grido…



