Sono almeno vent’anni che i videogiochi sono diventati un enorme fenomeno di cultura popolare, tanto da sforare anche altrove e coinvolgere le branche più disparate del mondo dell’intrattenimento. Due decenni in cui l’industria dei videogiochi ha messo le mani in pasta un po’ dappertutto, complici anche fenomeno “recenti” come Fortnite o Call Of Duty che hanno trasformato quella che una volta era la passione di pochi in una delle cose più comuni al mondo.
Tra vecchie glorie…
I brand videoludici, nel loro cercare continuamente nuovi giocatori, hanno anche svalicato nel mondo del gioco d’azzardo offrendo i loro personaggi e le loro IP al mondo delle slot machine, con risultati interessanti. Ci sono brand che sono stati reinterpretati al fine di fondere nostalgia, interattività e divertimento in giochi meccanici interessanti, alle volte utilizzando anche meccaniche proprie del videogioco all’interno dell’universo ludico dei casino.
Tra le reinterpretazioni più riuscite troviamo senza dubbio la slot dedicata a Street Fighter 2, dove i combattenti storici del brand Capcom si muovono all’interno di un sistema a griglia “cluster pays”, in grado di simulare i duelli originali del picchiaduro più famoso della storia dei videogiochi. Molto più recente è Tomb Raider: Tomb Of The Sun, con l’icona femminile per eccellenza del mondo dei videogiochi, Lara Croft, impegnata a esplorare rovine e raccogliere tesori di giro di rullo in giro di rullo; anche in questo caso abbiamo una mescolanza tra le caratteristiche del gioco originale e le meccaniche proprie delle slot machine, mescolando il senso di scoperta del gioco originale con il divertimento del mondo delle slot machine.
…e volti più attuali!
I brand coinvolti chiaramente sono tantissimi: chi cerca una slot “elegante” e letale non dovrebbe andare oltre il nome di Hitman, storica saga stealth dedicata al personaggio dell’agente 47 che propone bonus a tema contratti, dove ogni simbolo speciale corrisponde a tutta una serie di requisiti da soddisfare per poter passare delle missioni. Tutto questo viene proposto attraverso un estetica raffinata e minimalista, esattamente come lo stile del protagonista. Saltando invece di palo in frasca abbiamo sempre Capcom con Resident Evil, la sua saga di punta nel mondo horror, che è approcciata all’universo delle slot attraverso Resident Evil 6, considerato da molti come il peggior capitolo principale della sua saga di riferimento ma capace di traslare in maniera curiosamente efficace il terrore digitale in adrenalina da gioco attraverso le meccaniche delle slot machine.
Qui i personaggi iconici della serie sono simboli speciali che vanno raccolti, mentre i round bonus vanno a ricreare e richiamare alcuni dei momenti chiave della trama del gioco, già caratterizzata nella sua versione PC e console da una mescolanza di personaggi e situazioni. Tutto questo viene iterato attraverso un’atmosfera molto cupa e una colonna sonora ansiogena che fanno immergere il giocatore all’interno delle strade infestate dagli zombie, in un esperienza molto diversa da quella delle slot tradizionali. Anche Call Of Duty ha avuto la sua slot machine, stavolta a cura di un provider non molto conosciuto; questo è un prodotto più “standard” rispetto a quanto abbiamo visto finora, con un grande numero di sforzi dal punto di vista visivo simulando sparatorie e missioni ma senza meccaniche uniche che permettano al giocatore di cogliere le unicità dell’esperienza di gioco di quello che forse è il più importante sparatutto in prima persona mai sviluppato.




