Ieri pomeriggio, in una giornata di “sfavaggine” unica e caldo bestiale, sono stato praticamente tutto il pomeriggio sul letto. E tra un video di Youtube, qualche capitolo di libri su iBooks, il pensiero delle diecimila cose che avevo da fare e che puntualmente non avevo voglia di fare, la fidanzata non c’era, girando su Google scopro una cosa illuminante.
Pokémon è arrivato su iPad.
Ora, non proprio Pokémon Pokémon, figuriamoci se Nintendo mette quello vero su iPhone e iPad. Il marketing la fa da padrone. Ma è un clone, si chiama EvoCreo, e leggo su internet delle buone recensioni, e del fatto che è stato finanziato qualche anno fa dagli utenti.
Eccitato al pensiero di avere Pokémon su iPad a tal punto di dimenticarmi il caldo (o quasi) lo vado a scaricare. Un euro. Ne è valsa la pena? Decisamente si, e scoprite perché!
Il gioco inizia con una grafica molto pixellosa in stile Game Boy Advance, come quella di pokémon Rosso Fuoco/Verde Foglia o Rubino/Zaffiro/Smeraldo originali, non i remake. Certo, lontano dai giochi di oggi, ma se vi piace il brand e il primo gioco che avete avuto su Game Boy è Pokémon Blu, va benissimissimo.
Prima brutta sorpresa è che il gioco è in inglese. Sulla scheda di App Store c’era scritto italiano. Bacchettata sulle mani, cari sviluppatori. Armato però delle due parole (Hello, Good Morning) che so di inglese, decido di proseguire. Scelgo il mio sesso e il mio nome. Nei dialoghi successivi non ci capisco granché, capisco solo il senso generale, e chi sa più english di me si troverà sicuramente meglio, ma nel complesso non sono malvagi. Semplici, ovviamente, alla Pokémon.
La grafica è, come già detto, simile a quella originale, ma i personaggi, gli alberi e le case sono più grandi dando un po’ una sensazione di vuoto, ma vabè. Riesco a capire dove devo andare e arrivo davanti ad una grande fattoria, dove c’è un uomo che mi fa scegliere tra tre Evos, tre Pokémon insomma. Eccitato, subito, penso che siano gli starter. Sono un cagnolino carino, un cagnolino un po’ più rude e una renna. Scelgo la renna, pensando che sia lo starter di tipo erba: mi ero completamente sbagliato. Erano tre eevee, il Pokémon quello che può diventare di qualsiasi tipo, e ognuno dei tre ha circa sei evoluzioni diverse, per una personalizzazione totale. Mi piace questa scelta. E mi piace che la mia rennetta mi segua passo per passo, tipo Pikachu in Pokémon Giallo.
An, si, ci sono anche gli starter d’erba, acqua e fuoco, ma si troveranno più avanti. La cosa particolare è che sembra di giocare veramente a Pokémon: è vero, gli animaletti sono tutti diversi, ma del resto per chi come me è abituato a Bulbasaur e Squirtle anche quelli di Pomémon Bianco o Pokémon X son tutti diversi, per cui alla fine che mi cambia? Che il gioco EvoCreo costa un euro e non quaranta.
Così proseguo, dopo varie tappe, alla cattura dei miei primi due Evos: una specie di panda-marmotta ed un pulcino rosso che vola. Qui ci sono i link, che sono le ball, e l’avversario va indebolito prima di poter far parte della nostra squadra.
Così inizia una splendida avventura: niente acquisti in-app e niente attese, proprio come se si giocasse a Pokémon quello vero. Si possono anche sfidare gli amici con il “classico Game Center”.
Insomma, EvoCreo, dopo tanti tentativi di farlo “alla Candy Crush” è uno dei cloni di Pokémon meglio riusciti. Ci fa vivere un’avventura diversa, ma che evoca Pokémon in ogni momento, pur di sopportare una grafica non eccelsa (ma perché, quella del 3DS è eccelsa?) e soprattutto la costante presenza dell’inglese, che è la cosa che mi rode di più. Peccato.
Peccato ma non fino in fondo, perché ci metterò un po’ a capire i discorsi, ma lo giocherò e lo continuerò volentieri. Un euro decisamente ben speso, che ho dato volentieri agli sviluppatori e che ancor di più sono contento di non dare a Nintendo. Che non se li merita, visto che fa pagare i suoi giochi a peso d’oro e per farlo mi devo anche comprare un carretto come il 3DS quando ho speso una barca di soldi per un iPad Air 2, molto più comodo e performante.
Davvero, credetemi. Ne vale la pena, se sapete l’inglese ancora di più. Aspettando un’app che cacci via questo caldo, è un ottimo modo per passare il tempo.






