Se non siete grandi viaggiatori, probabilmente non avrete mai sentito parlare di Uber, l’app che sta suscitando problemi con i tassisti di tutto il mondo per la sua innovazione e per il fatto di essere un servizio mediamente più economico del tradizionale taxi.
Ma che cos’è Uber? In questo articolo cercheremo di spiegarvi il suo funzionamento e vedremo come utilizzare questo innovativo servizio.
Uber è, in pratica, un’app per smartphone. È una delle tante app che possiamo trovare su App Store e che sfrutta le varie informazioni provenienti dal telefono per darci la possibilità di trovare un passaggio in molte città del mondo.
Per provarla, la prima cosa da fare è scaricarla da questa pagina di App Store. Quindi dobbiamo iscriverci al servizio, che è gratuito; ovviamente ad essere gratuita è l’iscrizione, mentre l’utilizzo si paga, ma possiamo quantomeno valutare il funzionamento.
Per prima cosa dobbiamo essere in una città coperta da Uber, e al momento ce ne sono molte in giro per il mondo; in Italia possiamo provarlo a Milano, Torino, Genova e Roma, per il momento.
Quando abbiamo bisogno di un passaggio per raggiungere un certo punto della città, non vogliamo prendere i mezzi pubblici e vogliamo evitare i taxi che sono molto costosi, possiamo richiedere un passaggio a uno degli autisti Uber. Questi autisti sono persone “normali”, non hanno una licenza, e mettono a disposizione la loro auto (chiaramente ci sono dei requisiti da rispettare per lavorare con Uber, non viene preso il primo che passa come autista).
Possiamo scegliere se viaggiare su un’auto normale o su una più lussuosa, con conseguente cambiamento delle tariffe; il pagamento avrà una tariffa valutata per minuto se il tragitto da percorrere è più corto di 20 Km, al chilometro se è superiore. La media dei costi va dai 5 ai 15 euro per un tragitto, e ovviamente se siamo più di una persona questo non cambia (conta il viaggio, non il numero di persone).
Per chiedere un passaggio basterà farlo tramite l’app, e sara Uber stesso a contattare l’autista libero più vicino a noi e a dire a lui dove ci troviamo, tramite la localizzazione; l’autista ci raggiungerà e potremo raggiungere la nostra destinazione pagando con la carta di credito, quindi possiamo anche non avere contanti con noi.
Una volta terminato il viaggio, verrà addebitato sul nostro account registrato in precedenza il costo della prestazione, di cui l’80% verrà riconosciuto all’autista, il rimanente compenso ad Uber.
Chiaramente, essendo questo servizio più economico rispetto ai normali taxi, privo di tassametro e non avendo bisogno di alcuna licenza per poter aderire, i tassisti non lo vedono di buon occhio, anzi cercano in ogni modo di dimostrare che si tratta di un servizio non legale; per adesso in Italia non ci sono riusciti (in Spagna, per esempio, si) e visto che costa meno conviene, fin quando siamo in una città in cui il servizio è attivo, sfruttarlo. Del resto, è semplicissimo da usare.



