La recensione di Monument Valley, il gioco dell’anno 2014 per iPhone

Oggi parliamo di Monument Valley, gioco di cui sicuramente avrete almeno sentito il nome, in quanto Apple stessa e molto siti specializzati lo hanno definito il gioco dell’anno 2014.

Si tratta di un gioco molto particolare, essenzialmente un rompicapo. Il nostro scopo è quello di condurre Ida, la protagonista, alla fine di ogni livello cercando di scoprire il segreto dell’antica civiltà che ha costruito i monumenti da cui il gioco prende il nome.

Questi monumenti non sono, però, “normali” ma si rifanno alle geometrie impossibili, o se vogliamo illusioni ottiche, dell’artista Escher: provate a guardare i suoi quadri, se non lo conoscete, per capire di che cosa sto parlando. Sono geometrie che percepiamo come “strane”, perché il nostro cervello non riesce a comprenderle.

Per muoversi, sarà sufficiente toccare in un punto raggiungibile dalla protagonista. Ma ogni monumento avrà delle parti che potranno essere spostate o ruotate e questo, molto spesso, cambierà la prospettiva di gioco e ci renderà disponibili passaggi che, fino ad un momento prima, non erano disponibili affatto. Dovremo così non tanto trovare il percorso giusto per proseguire, quanto guardare e cambiare prospettiva di gioco per creare quel percorso.

Il gioco ha una trama, che è più da comprendere che da leggere: è in italiano ma sono presenti pochissimi dialoghi, che ci danno appena un accenno di ciò che caratterizza la storia del gioco, il che lo rende più intrigante e misterioso che confusionario.

Il comparto grafico è realizzato molto bene, con tinte piuttosto spente che ben rendono il senso di ancithità che il gioco vuol trasmettere; le animazioni sono sempre molto fluide e rispondono bene al movimento delle nostre dita. Se abbiamo un dispositivo con display Retina (tutti, in pratica, meno che l’iPad 2 tra quelli compatibili) avremo l’impressione di giocare più su un quadro che su uno schermo.

E poi c’è la parte sonora. Il gioco va assolutamente provato con le cuffie, o comunque con gli auricolari, perché solo così potremo captare le minime variazioni della musica e degli effetti sonori di sottofondo. Ma non è solo questo: ogni volta che Ida si muoverà sentiremo i suoi passi, ogni volta che ruoteremo o sposteremo una parte del monumento avremo degli effetti sonori che seguiranno la velocità dei nostri movimenti. Un’attenzione e una cura per i dettagli che difficilmente troviamo in altri giochi, figuriamoci per iPhone.

Unica pecca del gioco è che i livelli sono pochi. Con l’acquisto ne abbiamo a disposizione dieci, che possiamo completare in cinque/quindici minuti l’uno; non molti, quindi. Poi c’è un’espansione, acquistabile in-app a due euro, che aggiunge altri otto livelli.

Il totale non è granché quindi, ma l’intensità con cui si vivono, in particolare se li giochiamo con lo stato d’animo adeguato, non vi farà rimpiangere assolutamente i soldi spesi. Insomma, se qualcuno lo ha etichettato “gioco dell’anno”, un motivo c’è.