Strategia e videogioco: approccio oltre il genere

Quando si accostano i termini strategia e videogioco, il concetto richiamato è generalmente quello dei videogiochi strategici. Un genere videoludico che ha espresso vere e proprie pietre miliari, dominando il mercato del videogaming su PC specialmente tra anni ’90 e 2000: serie come Age of Empires, Total War, Company of Heroes o Command & Conquer hanno rappresentato per generazioni di videogiocatori la massima espressione del videogioco, legando inscindibilmente l’idea di strategia videoludica a un determinato genere. Un successo talmente rilevante che, ancora oggi, risulta assorbire i numerosi profili strategici nel videogioco; eppure pensare che la strategia videoludica sia confinata a uno specifico genere è una semplificazione che, oggi più che mai, risulta eccessiva.

Limitare l’idea di strategia a uno specifico genere videoludico risulta riduttivo soprattutto in considerazione dell’evoluzione del videogioco, che l’ha portato a essere protagonista di tornei sportivi. In questi, a prescindere dal titolo sul quale si compete, la strategia ha un ruolo di assoluto protagonismo: come in qualsiasi sport professionale, chi gareggia lo fa assicurandosi ogni possibile vantaggio anche, se non soprattutto, strategico. Dalla scelta della skin allo stile di gioco, fino al setup di un’auto o alla formazione di un team, in ogni contesto di videogaming competitivo emergono profili strategici puntualmente valorizzati.

Basti del resto pensare ad alcuni videogiochi che mantengono le stesse caratteristiche strategiche dei giochi dai quali derivano. Un ottimo esempio viene dal blackjack, classico da casinò che ha sempre fatto della strategia una componente essenziale. L’approccio strategico al blackjack d’altra parte è stato immortalato in decine di opere popolari, in letteratura come al cinema, e anche nel blackjack online una mentalità strategica è indispensabile per massimizzare le proprie probabilità di successo: l’importanza di valutare il proprio punteggio in relazione alle carte uscite o che ancora potrebbero uscire, e comprendere le probabilità per scegliere se accontentarsi del proprio totale o puntare ad avvicinarsi ulteriormente alla cifra bersaglio di 21 punti, sono elementi dove la strategia assume un ruolo di primo piano. Lo stesso discorso può farsi per gli scacchi, che proprio di varie strategie più o meno codificate fanno una componente che è necessario padroneggiare per competere ai massimi livelli.

Un altro genere che ripropone in videogioco i classici analogici, al netto delle necessarie distinzioni, è rappresentato dai giochi di ruolo, in particolar modo quelli alla giapponese. Gli RPG, discendendo direttamente dai classici giochi di ruolo con carta e penna, da questi ultimi hanno direttamente ereditato il valore strategico nello sviluppo del personaggio: normalmente questo avviene migliorando diverse statistiche tramite punti esperienza, e la scelta di quali statistiche potenziare riflette un approccio strategico mirato a specializzarsi in una direzione piuttosto che un’altra, ricoprendo per esempio ruoli legati all’attacco piuttosto che al supporto. Nei giochi di ruolo alla giapponese, o JRPG, all’aspetto dello sviluppo si somma un combat system basato generalmente su turni e sistemi di reciproche debolezze e resistenze: dal franchise Pokémon fino agli storici Final Fantasy, i tradizionali JRPG si distinguono dai loro omologhi occidentali soprattutto per questi aspetti. Aspetti che comportano aggiunte anche da un punto di vista strategico, come ben sanno i giocatori competitivi di Pokémon: se sia meglio utilizzare il proprio turno per una mossa di stato o una mossa d’attacco è una scelta fatta in vista di una strategia piuttosto che un’altra.

Elementi strategici e tattici fanno la loro comparsa anche in generi molto lontani dal classico strategico, come per esempio nel caso degli shooter in prima persona. Titoli come Rainbow Six Siege, che fanno della simulazione e del ragionamento un punto di forza, valorizzano non a caso un approccio strategico: scegliere il corretto equipaggiamento e uno stile di gioco con questo compatibile garantiscono un vantaggio non da poco. Si può anche pensare, più in generale, a protagonisti degli eSport molto meno simulativi, come Call of Duty o Fornite: anche in questi casi emergono componenti strategiche, soprattutto nella scelta sul come affrontare il singolo match. Preferire il basso profilo nell’attesa che gli altri avversari si eliminino da soli oppure optare per un atteggiamento molto aggressivo fin dalle primissime fasi di gioco sono differenti approcci che, in definitiva, identificano due approcci strategici ben diversi anche in titoli che sulla carta poco hanno a che spartire con la strategia.

Insomma, in conclusione strategia e videogioco non sono affiancati solo nei titoli strategici; qualsiasi videogioco, dai più casual ai più dedicati, si presta a un approccio strategico specialmente quando praticato a livello competitivo. Un aspetto da non sottovalutare, sia che si parli di semplice attività ricreativa che di eSport.