L’ambito tecnologico è in forte fermento da qualche anno a questa parte, soprattutto per quanto riguarda il Metaverso, che dopo il primo flop di Zuckerberg, socio fondatore del social “Facebook” (ora noto come “Meta”) sembra pronto per un nuovo rilancio in molti settori che coprono le abitudini di vita quotidiane dell’utente medio.
Secondo alcuni studi, come quello condotto dalla Gartner, azienda di consulenza e studi sulla tecnologia (qui il link: https://www.gartner.com/en/newsroom/press-releases/2022-02-07-gartner-predicts-25-percent-of-people-will-spend-at-least-one-hour-per-day-in-the-metaverse-by-2026) infatti sembrerebbe che entro il 2026 il 25% della popolazione mondiale, passerà almeno un’ora al giorno nel Metaverso.
Ma che cos’è il Metaverso? Per quali azioni quotidiane utilizzeremo questo nuovo strumento? Ci sono dei rischi?
Il Metaverso, tra letteratura fantascientifica e le applicazioni tecnologiche della “Virtual Reality”
Il Metaverso non è qualcosa di nuovo, bensì è il frutto di una visionaria idea di alcuni autori di libri di fantascienza. Si parlò infatti di Metaverso per la prima volta con il romanzo distopico di Neal Stephenson “Snow Crash”, pubblicato nel 1992.
Successivamente è stato ripreso questo concetto in numerosi film di Hollywood come lo storico capolavoro “Matrix” o il più recente film di Steven Spielberg “Ready player one”, uscito nel 2018, esemplificativo dell’argomento “Virtual Reality” (VR) e funzionale a capire le dinamiche del Metaverso. Il Film è attualmente disponibile su Netflix, per chi volesse approfondire l’argomento.
Il termine “Meta” fa riferimento alla Metafisica aristotelica, ossia quel ramo della filosofia che tratta i principi della realtà a prescindere dall’esperienza umana.
Attualmente, la Metafisica moderna può essere definita come “ciò che va oltre la fisica”, designando quelle scienze di confine, le quali si occupano di teorizzare realtà analoghe a quelle che sono oggetto della scienza tradizionale, ma che appunto, la trascendono. Per questo motivo, lo stesso Web può essere considerato come una forma di Metaverso, un mondo virtuale nel quale è possibile immergersi e fare esperienze reali.
Il Metaverso di Zuckerberg promette, a proposito di esperienze reali, un’immersione ancora più profonda grazie all’ausilio di tecnologie avanzate, quali la “Virtual reality” o ancora della “Realtà aumentata”. (Le due tecnologie non sono sinonimi, bensì diversi metodi di percepire un’informazione. Per approfondire puoi leggere questo articolo di Repubblica che tratta la differenza tra realtá aumentata e virtuale.
La Virtual Reality è una simulazione della realtà che impiega visori e grafiche 3D per un’esperienza di immersione totale da parte dell’utente. Le applicazioni di questa tecnologia spaziano dai videogame e l’intrattenimento al mondo dell’istruzione e degli affari.
I precursori del Metaverso: i giochi online e le esperienze interattive
Per quanto riguarda i videogame, la realtà aumentata è già stata ampiamente sperimentata con i cosiddetti “MMORPG”, acronimo di “Massively Multiplayer Online Role-Playing Game”, ossia videogame che permettono al giocatore di confrontarsi e giocare online in tempo reale con altri giocatori e spesso anche di muoversi in prima persona in ambienti fortemente realistici.
Di che giochi si tratta? Forse il più giocato di sempre che molti conosceranno è “Minecraft” un gioco che catapulta l’utente in un luogo parallelo nel quale ognuno può costruire il proprio Metaverso. Come Minecraft ne esistono centinaia, di base gratuiti anche su siti web.
Un altro esempio tipico di “Metaverso” applicato al gaming di azione è quello di Call of Duty, videogioco di guerra che offre all’utente un’esperienza immersiva, grazie anche alla possibilità di giocare in prima persona ed in tempo reale con persone da tutto il mondo e di organizzare squadre con gli amici, connettendosi tramite cuffie, potendo così organizzare in tempo reale le strategie di gioco su mappe ben costruite dalle grafiche ultra realistiche.
La rivoluzione nel gaming tra “VR” e “AR”
La componente dell’istantaneità del feedback che si riceve dall’esperienza interattiva è anche una delle fondamentali caratteristiche della realtà aumentata (“AR”), utilizzata invece ad esempio nelle mappe di Google, che differisce dalla “VR” perché non si sovrappone completamente alla realtà, ma aggiunge solamente informazioni sull’ambiente o sugli utenti reali.
Se vogliamo, questa è stata già utilizzata su molte piattaforme e siti di giochi online, anche per altri tipi di gioco, ad esempio quelli di carte e i giochi d’azzardo in generale, ma non solo.
Molte compagnie ed aziende hanno scelto di utilizzare quindi il Web e la possibilità di gioco online come versioni alternative o addirittura sostitutive dell’esperienza reale.
È il caso anche dei casinò online e del gaming, ma non solo: l’intera industria dei videogame ha scelto di rivoluzionare la vendita di videogiochi passando all’esperienza totalmente online, dal download alla possibilità, come abbiamo già detto, di organizzare squadre di gioco con utenti di tutto il mondo in tempo reale, come nel caso di TES oppure dei tornei di Call of Duy.
Il gaming moderno che utilizza il realismo estremo per rendere l’esperienza immersiva, ha ormai sostituito le vecchie tecnologie, pertanto come accennato, molte compagnie lo utilizzano come sostituto degli ambienti di gioco reale.
Come l’innovazione tecnologica cambia le nostre abitudini
Le esperienze interattive di questo tipo non vengono utilizzate solo dalle industrie dell’intrattenimento, ma sembra che queste avranno un futuro anche nel campo educativo dell’apprendimento e sul lavoro. Recente è la notizia pubblicata da “la tribuna di Treviso” nella quale si spiega come è stato simulato un cantiere virtuale per la formazione sulla sicurezza dei dipendenti, eseguita appunto senza nessun tipo di rischio comodamente in spazi appositi. Il progetto è stato ideato da Confartigianato in collaborazione con i vigili del fuoco della Regione Veneto.
La tecnologia sta letteralmente cambiando le abitudini delle persone, soprattutto in termini di abitudini di consumo: beni primari ed intrattenimento sono i due settori che saranno completamente rivoluzionati a partire dal 2023, in un processo che durerà un decennio. L’avvento del Web e degli smartphone se ci pensiamo, è stato il primo passo, che sarà completato da una serie di innovazioni ancora più tecnologiche. Ad oggi è molto semplice intrattenersi e rilassarsi soltanto con un telefono, poiché questo consente innumerevoli funzioni tramite app.
Se pensiamo ad esempio all’intrattenimento, di cui abbiamo già parlato citando i videogame, possiamo per esempio ad oggi, recarci sul web ed in un unico spazio virtuale avere molte più possibilità ed informazioni di quante non ve ne siano uscendo di casa: pensiamo ad una piattaforma di giochi come la consolle oppure le piattaforme streaming di videogame, come Luna, in cui é possibile giocare a diversi videogiochi utilizzando come se fossero delle serie tv. Di fatto, é un intero spazio completamente virtuale nel quale immergersi e confrontarsi con altri utenti.
Questo è stato possibile soltanto con l’evoluzione del Web e della connessione ad altri sistemi quali quello bancario, ad esempio, per poter eseguire transazioni online e via dicendo.
Possiamo solo quindi aspettarci ulteriori cambiamenti innovativi che rivoluzioneranno ulteriormente le nostre vite.




