Tecnologie innovative per il Rugby, quale futuro per questo sport?

La tecnologia si sta ormai diffondendo in ambiti della nostra vita che fino a qualche anno fa non avremmo nemmeno immaginato.

Guardiamoci ad esempio intorno: abbiamo orologi come Apple Watch che monitorano la nostra salute, abbiamo tablet che ci fanno lavorare anche sotto l’ombrellone, abbiamo smartphone che ci mettono in comunicazione con le persone anche quando siamo su un’isola deserta.

Ovviamente, le tecnologie non potevano mancare nemmeno nello sport, e se per il calcio da anni si discute di moviola in campo che, però, non viene mai messa (troppi soldi che girano, evidentemente…) altri sport dove magari l’onestà la fa un po’ più da padrona abbracciano, letteralmente, queste nuove tecnologie. E noi vediamo come si giocheranno le partite di rugby in futuro.

Azioni in tempo reale

Abbiamo parlato di moviola in campo. Nel Rugby si sta pensando di mettere in giro delle telecamere, ma visto che queste ormai sono molto piccole, si vogliono mettere addirittura sui corpi delle persone.

Possono essere messe sia sulla testa dell’arbitro, per vedere il suo punto di vista e il perché abbia preso particolari decisioni, sia sulle maglie dei giocatori, così che nel caso di incidenti o azioni scorrette sia possibile capire precisamente che cosa è successo.

Computer negli occhi del giocatore

Ma non ci sono solo le telecamere che possono essere utili per gli infortuni, ma anche tecnologie diverse: un’idea bellissima, applicabile peraltro anche ad altri sport, è quella delle lenti a contatto a realtà aumentata.

Avete presenti le HoloLens di Microsoft? Qualcosa di simile ma nelle lenti a contatto. Una lente che è in realtà un display che indica in ogni momento la distanza dalla porta avversaria, la traiettoria della palla, i punti dove sono presenti compagni di squadra libera… Vista da cyborg, insomma.

Monitorare i parametri corporei

Si pensa però anche alla salute dei giocatori.

Se il nostro Apple Watch ci aiuta già a monitorare i passi che facciamo e il battito cardiaco, in questo sport si potrebbero mettere sensori che valutino l’idratazione del giocatore, indicando all’allenatore quando ha bisogno di bere per dare il massimo, oppure sensori di pressione distribuiti su casco e protezioni per aiutare i medici nel caso in cui un giocatore subisca un trauma, per sapere dove è stato colpito.

Anche la pressione cardiaca e l’afflusso di sangue oltre che ovviamente la frequenza possono essere monitorati per valutare lo stato di salute del giocatore.

Insomma, la tecnologia in un ambito come quello del rugby è molto interessante, e probabilmente nei prossimi anni prenderà molto piede nelle partite, cambiando molto il modo stesso di giocare e di pianificare le strategie. Il rugby è ancora uno sport non molto seguito da noi, ma decisamente affascinante da molti punti di vista, per una disciplina che merita sicuramente un approfondimento adeguato.