Politica e strategie influenzano il mercato del forex

Sono principalmente le novità dell’universo politico a dettare legge in campo valutario.

L’andamento delle valute segue le preoccupazioni e le tensioni degli eventi circostanti.

Sul mercato valutario, il cosiddetto trading forex,  rimbalzano le decisioni economiche ma soprattutto le scelte messe in campo dalla politica.

L’ultimo scampolo del mese di gennaio ha delineato un netto rialzo dell’euro sul dollaro, conseguenza diretta delle strategie del neo presidente degli Usa Donald Trump, soprattutto in termini di immigrazione e protezionismo.

“Gli investitori sono frustrati dalla mancanza di chiarezza sul fronte economico mentre il presidente Trump continua a concentrarsi sul protezionismo e sull’immigrazione”, ha spiegato Stephen Innes, responsabile dei cambi presso OANDA.

La politica di Trump sta mettendo a dura prova il mercato delle valute ma soprattutto la tenuta del dollaro.

Gli Stati Uniti inoltre devono fare i conti con una crescita economica che nel quarto trimestre dell’anno ha rallentato. Un elemento negativo che va a sommarsi al calo delle vendite di beni durevoli e strumentali, soprattutto durante il mese di dicembre.

Ora negli States l’attesa è tutta rivolta alle politiche monetarie che la banca centrale degli Stati Uniti assumerà a breve.

Se la politica è un indicatore di grande rilevanza dobbiamo considerare l’alto grado di interesse che suscita da sempre ad ogni latitudine.

Per chi ad esempio desidera tenersi informato in tema di elezioni politiche è addirittura possibile fruire di una app a tema, personalizzata ed utilizzabile anche per seguire show televisivi in cui la politica è l’argomento di punta.

Per saperne di più può essere interessante andarsi a rileggere una nostra pubblicazione dal titolo

Elezioni Politiche: l’app iOS per dire la vostra sui politici.

La ricaduta economica degli eventi politici che hanno caratterizzato gli ultimi mesi del 2016 sarà una costante anche in questa prima parte del 2017.

Eventi quali la Brexit, l’amministrazione Trump e le decisioni dell’OPEC, sono solo alcuni degli aspetti più rilevanti del panorama politico-economico.

L’Europa si sta preparando ad eventi politici che catalizzeranno grande attenzione. Parliamo delle elezioni che nei prossimi mesi si terranno in Olanda, Francia, Germania e con tutta probabilità anche in Italia.

L’Europa potrebbe uscire dalle urne con le ossa rotte a causa di tali e tanti cambiamenti che le elezioni potrebbero innescare e, purtroppo, non sempre positivi.

Il vecchio continente inoltre deve fare i conti con il futuro della Gran Bretagna che il primo ministro Theresa May potrebbe trasformare in una sorta di enorme paradiso fiscale a due passi dall’Ue, soluzione che piace molto al neo presidente degli Stati Uniti ma spaventa gli europei.

L’Europa dovrà fare i conti con un anno difficile, che potrebbe condurre a tali e tanti cambiamenti da rendere poco stabile, come conseguenza diretta, soprattutto il mercato valutario.

Osservando un po’ più da vicino gli Stati e le situazioni politiche, in questo periodo pre-elettorale è facile intuire come in Olanda, ad esempio, il panorama politico si presenti fortemente frazionato, mentre in Francia sono in molti a giurare che la Le Pen andrà diretta al secondo turno.

Sondaggi alla mano in Germania l’Alternative für Deutschland, che incarna la destra e gli euroscettici, potrebbe arrivare in Parlamento con un patrimonio che va oltre il 13% dei voti.

In Italia il voto potrebbe assicurare a Grillo e Salvini il 40% dei voti dell’elettorato.

Non si tratta di sole ipotesi, a corroborarle infatti sono i dati rilevati dai sondaggi.