Perdere dati iPhone: ecco come alle persone succede più di frequente

I nostri iPhone sono tra i dispositivi migliori che ci siano, almeno nel mercato degli smartphone. Sono prodotti sicuri, perché nel caso in cui succeda qualcosa che non ci aspettiamo c’è sempre il modo di recuperare i nostri dati, ma purtroppo le cose succedono, e non sempre è possibile riavere indietro tutte le nostre cose, il che può essere un grosso problema per il lavoro e per la vita privata.

Ma come, precisamente, vengono persi i dati presenti su iPhone? EaseUS, azienda specializzata nel recupero dei dati, ce lo fa sapere attraverso un’interessantissima infografica che ha realizzato. Chissà che vi ritroviate anche voi?

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Dall’immagine vediamo che la causa principale per la perdita dei dati è la cancellazione accidentale da parte dell’utente, seguita dal danneggiamento irreversibile del telefono (magari per cadute o per cadute in acqua, anche se non è più un problema per il nuovo iPhone).

Vediamo poi anche l’iPhone perso, ed i problemi relativi al jailbreak, che sono il 15% dei casi, quindi molti; tra l’altro relativamente al jailbreak troviamo anche un 5% di perdite di dati dovute ai virus, il che è molto indicativo perché quando non viene effettuato il jailbreak non c’è possibilità di perdere i dati in questo modo.

Come possiamo aspettarci, i dati persi in maggior quantità sono le fotografie, seguite dai contatti e dei messaggi di testo. Il backup di Whatsapp sembra funzionare perché si trova abbastanza in basso nella classifica, e così i backup di iCloud per le note e gli appuntamenti del calendario, che sono anch’essi piuttosto in basso.

Ma è la parte che segue ad essere la più sconcertante: infatti, la maggior parte degli utenti non prende alcuna misura di sicurezza atta a cercare di contenere la perdita dei dati. Insomma, lascia il telefono completamente scoperto e in balia di tutto ciò che può succedere; questo ci fa capire che le persone non prendono sul serio la loro sicurezza e quella dei propri dati, fatto che, in altri ambiti, apre la strada a potenziali malintenzionati.

Per fortuna, almeno il codice di sblocco a quattro cifre viene utilizzato dagli utenti (per la serie “meglio che nulla”), mentre una buona fetta utilizza anche il backup, a scelta nel cloud o in locale, sul computer.

Le app antivirus le installano in pochi, ma non hanno molto senso di esistere su iPhone, se non in quelli jailbroken, mentre le password più lunghe le usano in pochi probabilmente perché poi ci vuole troppo tempo a sbloccarle. Le altre precauzioni, invece, sono ancora meno utilizzate.

Parlando, poi, di recupero dati, vediamo che le vie utilizzate sono tre, che poi sono le uniche che si possono intraprendere: tra queste troviamo il recupero da iTunes ed il recupero da iCloud, che sono le due soluzioni previste direttamente da Apple.

Per coloro che, infine, non fanno uso di backup, l’ultima spiaggia è quella di cercare di recuperare i dati direttamente da iPhone o iPad, e questo non si può fare tramite iTunes ma solamente con software per computer esterni che consentano quantomeno di recuperare le informazioni principali del dispositivo.

L’infografica è stata gentilmente fornita da EaseUS.